Dimaro

di Giovedì, 05 Maggio 2016
Immagine decorativa

Dimaro è stato un comune italiano di 1.293 abitanti della provincia autonoma di Trento in Trentino-Alto Adige. Dal 1º gennaio 2016 si è fuso con Monclassico per formare il nuovo comune di Dimaro Folgarida. Il paese dista pochi chilometri da Madonna di Campiglio.

Altitudine: 766 mslm

Superficie: 27,77 kmq

Abitanti: 1.293 (01 gennaio 2015)

Dimaro si trova allo snodo viario della Val di Sole con Madonna di Campiglio, Passo del Tonale ed innesti con l'Autostrada del Brennero e linea ferroviaria Verona-Brennero. Il paese sorge su un pianoro a fianco del torrente Noce, in posto soleggiato e protetto.

Alle sue spalle si alzano il Sasso Rosso ed il Castelàc. La montagna riserva spettacoli di rara bellezza, quali le cascate del rio Melèdrio o quella del "Pissòn". Da Dimaro a Folgàrida esiste una ben segnalata rete di sentieri oltre a percorsi per trekking e mountain bike. E' pure in attività una palestra di roccia ("al pont del Pastin").

La singolarità di Dimaro sta nella posizione geografica privilegiata. Appena a lato dell'asse viario Est-Ovest della Val di Sole, il paese controlla la porta d'accesso a Madonna di Campiglio ed al Gruppo di Brenta, oggi inglobato nel Parco naturale omonimo. La centralità strategica del paese era nota fin dall'età medievale alle autorità di governo del Trentino, che vi avevano insediato una nobile famiglia incaricata di prelevare dazi e pedaggi alle merci ed alle persone in transito.

Dimaro non è però soltanto uno snodo obbligato per le comunicazioni, ma quasi un capolinea, date le numerose strutture che offre. Si trovano a Dimaro hotels di tutto rispetto - ed in questo il paese è ben spalleggiato dalla contigua Folgàrida- vi sono inoltre strutture moderne e funzionali per lo spettacolo e per il divertimento. Completano l'offerta della località il nuovissimo Teatro di Dimaro ed il Centro Congressi di Folgàrida, entrambi adattabili a molteplici funzioni.

STORIA

Secondo Gorfer, Dimaro “...è un paese tra i più antichi della Valle di Sole, luogo di transito sulla strada per le Giudicarie. Il ritrovamento di una spada di bronzo, di una statuetta enea raffigurante un velite (?) e di una moneta di Antonino Pio, fa ritenere che i luoghi erano abitati già in epoca protostorica, sicuramente romana”.

Le origini del paese sono avvolte nel silenzio documentale che accompagna i secoli dell’alto medioevo e solo agli inizi del XIII secolo cominciano ad apparire i nomi dei primi abitanti della piccola comunità di montagna.

Anche Carciato, paese confinante con quello di Dimaro e da esso separato dal torrente Meledrio, annovera origini antiche e vanta una storia che attraversa molti secoli.

Solo l’abitato di Folgàrida, attestata sul conoide su cui si inerpica la strada che conduce al passo di Campo Carlo Magno e a Madonna di Campiglio, è insediamento recente, poiché è nato nel 1965, su di un progetto di insediamento turistico invernale voluto dagli amministratori del tempo.

La posizione strategica del paese di Dimaro ha rappresentato un buon motivo per il suo sviluppo economico e sociale. Il paese si trova infatti sullo snodo viario della Valle di Sole (strada statale n. 42 del Tonale e della Mendola) con il Passo di Campo Carlo Magno e Madonna di Campiglio (strada statale n. 239). In tempi recenti la ferrovia a scartamento ridotto che congiunge la Valle di Sole con il capoluogo di Trento ha aperto una stazione nei pressi dell’abitato (stazione di Dimaro – Pressòn), che così si qualifica anche come snodo ferroviario. Il paese controlla così la porta di accesso dalla Valle di Sole al Gruppo montuoso del Brenta e al Parco naturale Adamello – Brenta, attraverso la Valle del Meledrio, ricca di storia e di ricordi di passaggi importanti.

Dimaro si trova alla base di un conoide, tra due torrenti (il Meledrio ed il Noce) ben regimentati, che se un tempo potevano costituire anche un possibile motivo di pericolo, oltre che una fonte di energia e di benessere, ora sono strumenti importanti di sviluppo turistico e segno di qualità ambientale (pista ciclabile, sport fluviali, pesca sportiva, passeggiate, ecc.). Per diversi secoli tale posizione è stata sfruttata dal sistema medioevale in vigore per riscuotere le tasse sul traffico di merci e sui beni in transito dalla Valle di Sole in Valle Rendena (Dazio presente nella Casa de Mazzis).

Carciato, piccolo villaggio alpino, che conserva intatte alcune delle sue caratteristiche case antiche, si trova poco discosto da Dimaro, alle falde del Sasso Rosso e ai margini della “Selva” attraverso cui sono transitati, nei millenni, viaggiatori, geografi, soldati, commercianti, imperatori, alpinisti, turisti e gente comune, lungo le splendide vedute, paesaggi ed ambienti della Valle del Meledrio.

Folgàrida è una rinomata stazione di sport invernali, che giace sulle dolci spianate e sulle dorsali del monte che le ha assegnato il nome, distinta in vari agglomerati urbani, attraversati da impianti di risalita e piste di discesa per gli sport invernali (da 1200 a 2000 metri di altezza sul livello del mare), ma dotata pure di servizi e di attrezzature per un turismo estivo ritemprante e rigenerante, al contatto diretto con una natura intatta.

Alte montagne di intatto fascino, con spettacolari vedute di una bellezza quasi primitiva, non intaccata dalla mano dell’uomo, circondano e proteggono la conca valliva in cui si distendono i paesi di Dimaro e Carciato: sono le rinomate cime del Sasso Rosso, del Castellaccio, della Cima Nana. Più oltre, si stagliano vertiginose le pareti calcaree delle Dolomiti di Brenta o quelle aspre ed impervie del gruppo granitico dell’Adamello e della Presanella. Sull’altro fianco della valle sono osservabili le prime cime del massiccio dell’Ortles Cevedale, che lascia poco discosti i suoi picchi ricoperti da ghiacciai e perenni bianchi nevai.

Un fitto intrico di rivi, torrentelli, cascatelle e ruscelli, sorpassati spesso da sentieri ben attrezzati e di facile agibilità, accompagna ed innerva la natura circostante, ricca di prati verdi, di fitte abetaie, d’imponenti lariceti, fino a guadagnare gli alti pascoli e gli affascinanti ghiaioni che si distendono ai piedi delle tormentate cime.

Dimaro e Carciato sono state per secoli (sicuramente dal 1200 in poi) “vicinie” o “universitates” singole, all’interno del nesso istituzionale del principato vescovile di Trento. Dal punto di vista ecclesiastico, seppure autonome, hanno sempre condiviso un’unica curazia, a servizio di entrambe e, di conseguenza, un unico servizio scolastico.

In quanto autonome, le due comunità erano dotate di un territorio ben definito, possedevano beni comuni (pascoli, malghe, boschi, strade e vie di comunicazioni, acquedotti, segherie) accanto a beni singoli o privati (case, orti, prati, bestiame, cascine, ecc.) ed erano gestite attraverso la “regola”, o insieme di norme di autogoverno, amministrate da una magistratura locale e approvate dall’autorità vescovile.

La vita economica era concentrata soprattutto nell’allevamento del bestiame e nello sfruttamento della terra (agricoltura) e del bosco (silvicoltura). Poco rilevanti i commerci, anche se abbastanza diffuso era un artigianato locale, chiamato a fornire gli strumenti essenziali per la vita quotidiana. Tipici di Dimaro furono i “caràdori”, cui competeva il trasporto del legname dal bosco verso le segherie. Un piccolo “distretto industriale” si trovava lungo il torrente Meledrio, con mulini, segherie, magli, “calcàre”, malghe e luoghi deputati alla produzione del carbone di legna.

Con la fine politica del principato vescovile, seguita alle intricate vicende napoleoniche e al Congresso di Vienna, anche i nostri due paesi entrarono a far parte della Contea principesca del Tirolo, ambito amministrativo territoriale dell’Impero austro – ungarico. Con la riforma interna del 1868 ambedue i comuni furono inseriti nel Capitanato politico di Cles e nel distretto giudiziario di Malé.

Durante la prima guerra mondiale ebbero a subire tutte le conseguenze della leva in massa contro la Serbia e della successiva presenza di un fronte attivo a poche decine di chilometri, sul passo Tonale, linea diretta di scontro tra Impero d’Austria e Regno d’Italia.

Dal 1918 Dimaro e Carciato furono comuni autonomi e distinti del Regno d’Italia, ma nel 1927 il Fascismo li unì coattivamente in un unico Comune, con Pressòn, Monclàssico, Bolentina e Montès.

Solo dopo la seconda guerra mondiale, con Legge regionale dei primi anni Cinquanta, il Comune di Dimaro si limitò alle sole frazioni di Dimaro e Carciato.

Nel 1965, a seguito di una forte azione programmatoria svolta sia dall’ente pubblico che dal capitale privato, nacque ed entrò in funzione la stazione turistica invernale – estiva di Folgàrida, che oggi rappresenta uno dei principali volani dell’economia locale.

Posizione GPS